11) Lukcs. Schopenhauer e Nietzsche.
Schopenhauer e Nietzsche sono stati due nemici del progresso in
due epoche distinte. Per questo Nietzsche ha modificato la
volont di Schopenhauer nella volont di potenza e nella
transvalutazione di tutti i valori.
G. Lukcs, La distruzione della ragione (pagine 355-356).

 E' fuor di dubbio che tale capacit di anticipare col pensiero 
segno di non trascurabile spirito di osservazione, di sensibilit
per i problemi e di attitudine all'astrazione. Sotto questo
aspetto la posizione storica di Nietzsche  analoga a quella di
Schopenhauer. Questi due pensatori hanno molto di comune anche
nell'indirizzo fondamentale della loro filosofia. Gli odierni
tentativi di separare Nietzsche dall'irrazionalismo di
Schopenhauer e di metterlo in rapporto con l'illuminismo e con
Hegel, sono, a mio giudizio, puerili, o, per dir meglio,
espressione del livello pi basso finora raggiunto nella
rappezzatura della storia nell'interesse dell'imperialismo
americano. Fra Schopenhauer e Nietzsche sussistono naturalmente
differenze che nel corso dell'evoluzione di quest'ultimo e col
chiarirsi delle sue proprie aspirazioni diventano sempre pi
profonde. Ma si tratta piuttosto di differenze di tempo, di
differenze nei mezzi di lotta contro il progresso sociale.
Ma Nietzsche ha preso da Schopenhauer il principio della
connessione metodologica del suo sistema di pensiero e lo ha
semplicemente modificato e svolto conforme al tempo e
all'avversario da combattere: quello che abbiamo caratterizzato,
nel secondo capitolo, come apologetica indiretta del capitalismo.
Questo principio fondamentale, in seguito alle condizioni di una
lotta di classe pi acutamente sviluppata, assume in parte nuove
forme concrete. La lotta di Schopenhauer contro l'idea di
progresso del suo tempo poteva ancora riassumersi nella
svalutazione di ogni attivit come moralmente e spiritualmente
inferiore. Nietzsche invece incita a un attivo operare per
l'imperialismo e per la reazione. Gi di qui risulta che Nietzsche
dovette metter da parte tutto il dualismo schopenhaueriano di
rappresentazione e volont e sostituire il mito buddistico della
volont col mito della volont di potenza. Ne deriva, inoltre, che
Nietzsche non pu nemmeno servirsi della astratta e generica
condanna schopenhaueriana della storia. Va da s che una storia
reale non esiste per Nietzsche pi che non esista per
Schopenhauer. Ma la sua apologetica dell'imperialismo aggressivo
assume la forma di un'interpretazione mitica della storia. Infine,
poich qui possiamo elencare soltanto i momenti essenziali,
l'apologetica di Schopenhauer  s indiretta quanto alla forma, ma
esprime tuttavia apertamente le sue simpatie reazionarie nel campo
sociale e politico, e spesso perfino in modo provocante e cinico.
In Nietzsche, invece, il principio dell'apologetica indiretta si
estende anche al modo di espressione: la sua aggressiva e
reazionaria presa di posizione a favore dell'imperialismo si
manifesta in forma di atteggiamento ultrarivoluzionario. La lotta
contro la democrazia e il socialismo, il mito dell'imperialismo,
l'appello a un'attivit barbarica, devono apparire come una
trasformazione inaudita, una trasvalutazione di tutti i valori,
un crepuscolo degli di: l'apologetica indiretta
dell'imperialismo assume demagogicamente la parte di
pseudorivoluzione.
G. Lukcs, La distruzione della ragione, Einaudi, Torino, 1959,
pagine 319-320.
